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Fondazione dei Carri, intervista al Presidente

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Passione e devozione sono le parole chiave dell’intervista di oggi. Abbiamo avuto il piacere di intervistare Antonino Girgenti, presidente della fondazione dei Carri di Santa Lucia. Scopriamolo insieme di cosa si occupa la Fondazione dei Carri.

Cos’è per te il carro?

È uno strumento che comunica in maniera spettacolare, rappresentando in maniera artistica un messaggio. Nel nostro caso, grazie alla devozione a Santa Lucia cerchiamo di rappresentare attraverso forme artistiche effetti scenici e allegorie, alcuni passaggi della vita della Santa, come accaduto negli ultimi anni o attraverso l’attualizzazione dei temi, parlando di fatti attuali, coinvolgendo maggiormente lo spettatore. Che alla fine ci riconduce sempre a Santa Lucia, l’esempio positivo cristiano della martire siracusana, che per noi è il modello da seguire.

Fondazione Carri Collage Foto
Collage di foto, momenti della lavorazione del carro e del periodo duro del Covid. Foto presa dalla pagina Fb, Fondazione Carri Santa Lucia.

Cosa ti porta a farlo?

“La motivazione principale è la devozione, che hanno tutti i belpassesi che si identificano attraverso Santa Lucia. Verso ciascun quartiere, ciascun gruppo e si uniscono per l’occasione. In questi mesi in cui avviene l’allestimento del carro, si creano dei gruppi, un vero e proprio lavoro di squadra in cui non c’è chi è che deve primeggiare. Non è una gara, non è una competizione, ma è un modo per poter partecipare tutti insieme e dare ciascuno il proprio contributo. La bellezza è quella che si ha in piazza, la bellezza la vediamo negli occhi delle persone, degli spettatori che è, diciamo che apprezzano dal vivo queste opere magnifiche ed è anche nostra la soddisfazione dopo mesi di sacrifici e ci troviamo lì tutti insieme a festeggiare, ci abbracciamo, finalmente ci abbracceremo dopo due anni pesanti, due anni difficili dovuti alla pandemia.

In realtà l’anno scorso un tentativo, l’avevamo fatto, per quanto timido, poi ci hanno stoppato alla fine. Però voglio dire, nella voglia di creare e di fare il carro non si è fermata. Questi due anni sono stati pesanti, sono stati difficili, ma quella voglia che è stata repressa quest’anno esploderà in un in un modo gioioso, in un modo bello. Diciamo con un grande ritorno, la gente lo apprezzerà. Sicuramente il ritorno dei carri in piazza e vi posso già anticipare che ci saranno 5 bei lavori con 5 bei messaggi a livello di contenuto, con i loro temi comuni e con delle tematiche attuali e innovative. Perché il carro è anche innovazione. Innovazione scenica, innovazione meccanica e soprattutto con i messaggi che vogliamo lanciare alla gente.

Come procedono i lavori?

Siamo quasi nella fase finale dell’allestimento, i vari progetti sono stati definiti e adesso si vanno a collocare le varie scene, con le sistemazioni e le prove meccaniche per vedere che sia tutto a posto, che sia tutto in ordine. E chiaro che fino alla fine possibilmente manca qualcosa, c’è qualcosa da sistemare, diciamo che questi sono i momenti più intensi. Tutto si completerà attraverso qualche nottata, qualche fatica e poi alla fine ci ritroveremo tutti in piazza giorno 11 e giorno 12 e festeggiare tutti insieme.

Cosa fa la fondazione dei Carri per attirare nuove generazioni?

Nonostante il periodo buio della pandemia, la fondazione dei Carri, ha cercato di ampliare la propria offerta a livello formativo per le scuole, perché un occhio di riguardo bisogna averlo per i ragazzi che sono il futuro della manifestazione. Una manifestazione che si trasmette da padre in figlio, dalla seconda metà dell’Ottocento ed è di fatto la manifestazione più antica di Belpasso. E’ una manifestazione che deve pensare a un ricambio generazionale, un ricambio generazionale che fino a qualche anno fa era naturale e non forzato, adesso invece bisogna agire per scongiurare che si possa fermare questo ricambio generazionale. Quindi è chiaro che si cerca, attraverso l’ausilio delle nuove tecnologie di avvicinare i ragazzi. Lo si può fare attraverso le varie tecniche, come: la grafica, l’elettronica, gli effetti di luce o il mondo della progettazione.

Cosa bisogna fare, per entrare a farne parte?

Per far parte di un carro non per forza bisogna essere artisti, ma basta avere un po’ di buona volontà e saper fare quei lavoretti di senso pratico, che magari una volta sapevano fare un po’ tutti. Oggi i ragazzi invece hanno delle difficoltà perché molto spesso non conoscono gli attrezzi da lavoro. Il primo passo è quello di fargli conoscere, fargli fare dei lavoretti e poi pian piano e inserirli.

E’ chiaro che la scuola è molto importante. Attraverso i laboratori didattici che facciamo durante tutto l’anno insieme a svariate attività di progetti con l’alternanza scuola lavoro o con i progetti PON, progetti che vanno nella direzione di preparare le nuove generazioni al mondo del carro. Prima era immediato perché il bambino lo si metteva sul carro; interpretava un personaggio e poi dopo non se ne andava più, perché ci rimaneva dentro e rimaneva quella devozione. Come dicevo prima, il gruppo di squadra è una delle motivazioni che tenevano i ragazzi nel lavoro del carro. Oggi invece tenerli è più difficile se non si ha una motivazione. La stessa motivazione che per me è difficile trasmettere ad un undicenne, diciottenne un o un ventenne. Poiché nelle mie vene scorre quella linfa creativa, dentro di me, una cosa del tutto naturale.

Collage Laboratori Carri Polisterolo
Laboratori, rivolto ai ragazzi delle scuole di Belpasso, svolti nel mese di maggio nei capannoni

Ogni anno, per noi carristi, viene spontaneo iniziare a fare il carro, non vedi l’ora di iniziare. Per i carristi più anziani o veterani, questa voglia non finisce mai, per noi il carro è tutto l’anno, già a gennaio pensiamo a cosa dobbiamo fare per dicembre, quindi non abbiamo il tempo di chiuderne uno, che già pensiamo all’altro.”

Di cosa si occupa la fondazione

Le attività della Fondazione dei Carri sono tante; dalla scuola, ai progetti didattici, agli incontri, ai seminari, alle mostre, al Festival, svolto ad agosto.

Il Festival è stata un’idea, da parte della Fondazione dei Carri, per rilanciare la manifestazione estiva con degli spazi importanti. Interessanti in termini di un pubblico nuovo. Diverso perché è un pubblico stagionale e quindi un pubblico molto più turistico, manifestazione sulla quale io punto da diverso tempo. È sicuramente quella che ci permetterà di fare quel salto di qualità in più per far conoscere la manifestazione al di fuori dal nostro territorio, per far crescere la manifestazione, ed avere un’eco sempre maggiore. Il periodo di dicembre è il periodo in cui verranno i belpassesi e gli abitanti dei paesi vicini, perché dicembre è più sentito per noi belpassesi.

I Carri che presentiamo, assumono caratteristiche di unicità, perché i carri, altrove non esistono. Esistono altre forme di rappresentazione. Ma la rappresentazione scenica come concepita qui a Belpasso, è unica, per via di una forma del tutto spettacolare, innovativa, con temi che sono sempre attuali e che cambiano sempre.

Con le varie attività, unite anche a una campagna mirata di sensibilizzazione a degli eventi che si svolgono in un periodo diverso.”

Viene svolto in maniera volontaria?

Si, chi lavora nel carro lo fa senza scopo di lucro, chi lavora nel carro lo fa in maniera del tutto gratuita. Questa è la motivazione che porta avanti questa tradizione.

Ha una delle componenti fondamentali della tradizione che si è trasmessa proprio così attraverso la devozione, quindi io realizzo un lavoro, lo faccio per Santa Lucia, è chiaro che bisogna avere anche dentro di sé quella voglia creativa, quella voglia di fare e un pizzico di ambizione per migliorarsi. Perché guai se non facciamo questo, anche per migliorarci. Quindi c’è una di voglia di superarsi o di riscattarsi, questo è un bisogno umano, di superarsi ogni anno. Ma lo facciamo con l’ingrediente fondamentale che è quello della devozione.

Quindi tutti i lavori vengono svolti in modo volontario e il Comune di Belpasso è il primo finanziatore e ci dà una grossa mano per quello che riguarda l’acquisto delle materie prime e le spese che servono. Però è chiaro che, soprattutto in tempi difficili come questi, dove i costi delle materie prime sono diventati insostenibili e diventato veramente difficile, quindi essere riusciti quest’anno a portare 5 carri in piazza, nonostante le difficoltà per noi è motivo di grande orgoglio e sicuramente come ti ho detto, apprezzeremo insieme i 5 bei lavori, 5 belle opere. Sempre con la stessa voglia, la stessa grinta che ci ha contraddistingue.

Fondazione Carri Collage Di Foto Durante I Lavori
Collage di foto, durante i lavori della realizzazione del carro, quartiere Borrello

Come sarà il ritorno in piazza dopo lo stop, causa del covid?

E’ tanta la voglia per noi rivedere i carri in piazza dopo due anni di stop, che viviamo la manifestazione. Anche se mi rendo conto che a livello associativo, a livello sociale ha creato grosse difficoltà, perché ricongiungersi, riunirsi è ancora difficile. Molte realtà associative sono bloccate. Noi grazie a Dio siamo riusciti a ripartire. Non siamo ancora al 100%, però, grazie a questa voglia, questa grinta, questa carica che abbiamo represso negli ultimi due anni, saremo presenti in piazza e vi assicuro che sarà uno spettacolo unico e irripetibile.

Qual è il tuo quartiere?

“Il mio quartiere è quello di San Rocco. Per me questo è un periodo sicuramente molto intenso, molto difficile, non solo perché si avvicina il momento in cui torneremo in piazza, ma anche perché aumentano gli impegni istituzionali a livello di rappresentanza, per me, che sono il Presidente. In realtà non sono un Presidente che si occupa solo della parte burocratica, ma in realtà sono un presidente che non ha mai smesso di fare il carro perché per me il carro è vita, quindi io non riuscirei a vivere senza carro. Nonostante io sia il Presidente, continuo a fare e a collaborare con il mio gruppo.

Che rapporto c’è tra i vari quartieri?

“Quello dei cinque quartieri sicuramente è un clima di amicizia, quando si ha di bisogno, ci si aiuta a vicenda. Non c’è una rivalità tra i vari quartieri, ma c’è uno spirito di c’è fratellanza. Questo fa capire che non è una gara. Anzi, in passato, è successo che quando qualcuno ha avuto di bisogno, i ragazzi degli altri quartieri, accorrono in soccorso, cercano di aiutarli in qualsiasi maniera. Questo spirito di fratellanza è molto bello.

Anche se poi in piazza alcune volte mi dicono qual è il carro più bello? E io rispondo: i carri sono tutti belli. Sono 5 gruppi che hanno 5 stili diversi, 5 modi di rappresentare diversi, 5 tecniche di meccanica diverse anche il modo come viene messo in scena, come viene raccontato è diverso. Questa diversità comunque rende unici tutti e 5 gruppi. La manifestazione, a carattere di unicità, appunto. La diversità dei quartieri permette questo.”

Fondazione dei Carri, intervista al Presidente ultima modifica: 2022-12-09T09:00:00+01:00 da Alfio Emmanuele Guglielmino

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