Katya Maugeri e il giornalismo sociale - itBelpasso

itBelpasso

INTERVISTE

Katya Maugeri e il giornalismo sociale

Katya Maugeri, Copertina.jpg

Oggi intervistiamo Katya Maugeri; giornalista e direttrice responsabile del quotidiano online Sicilia Network. Autrice di “Liberaci dai nostri mali. Inchiesta nelle carceri italiane: dal reato al cambiamento” vincitore del premio Opera Omnia all’Etnabook Festival internazionale del libro.

Chi è Katya Maugeri?

“Sono una giornalista che ama raccontare storie di fragilità e di coraggio, di disagi e di forza.
Sono direttrice di Sicilia network.info. e mi occupo da molti anni del giornalismo sociale. La realtà carceraria è tra i focus che approfondisco perché serve conoscere le dinamiche che orientano i meccanismi penitenziari. Le storie diventano strumento per raccontare quanto c’è ancora da fare per approcciarci a fenomeni quali la tossicodipendenza, alla salute mentale che certamente non possono essere gestite o curate dietro le sbarre. Sono una donna che ama il proprio lavoro e che crede fortemente nella scrittura, un fenomeno sociale non può semplicemente essere gestito come un’emergenza se non ne conosciamo i dettagli, le sfaccettature. Le storie, pertanto, diventano lenti di ingrandimento per conoscere e comprendere ciò che il pregiudizio tende a oscurare.


Ho raccontato la storia di sette detenuti al carcere di Augusta, nel mio primo libro inchiesta, “Liberaci dai nostri mali”, la necessità di dar voce ai silenzi di chi ha sbagliato e vuole mettersi in gioco nuovamente, mi ha portato a scrivere il mio nuovo libro “Tutte le cose che ho perso”. La detenzione femminile è rappresentata da una percentuale irrisoria, appena il quattro per cento e non può determinarne l’indifferenza. Dobbiamo imparare a discutere di argomenti complessi come la detenzione, non certamente per giustificarne il reato ma per comprenderne la natura, l’origine: il vero punto di riferimento per diventare davvero una società civile.

Il mio lavoro mi permette di ascoltare chi, per diversi motivi, si trova in una condizione di estrema fragilità emotiva: da parecchi anni curo un laboratorio di scrittura autobiografica al Centro di solidarietà il Delfino a Cosenza, in una comunità di recupero per tossicodipendenti e da loro ho imparato che dobbiamo ammettere i nostri limiti e ricominciare da lì.”

Katya Maugeri, Tutte Le Cose Che Ho Perso.jpeg
L’ultimo della giornalista Katya Maugeri; tutte le cose che ho perso

Quali sono i tuoi lavori svolti?

Il mio ultimo lavoro realizzato al carcere di Rebibbia dà voce ai silenzi delle donne, un lavoro che vede racconti autobiografici, in prima persona. Attraverso le loro testimonianze mettiamo in luce condizioni precarie, tematiche attuali quali il suicidio nelle carceri, la maternità, i rapporti affettivi. Una dimensione dimenticata, messa in penombra dalla convinzione che lì ci stanno solo persone che vanno punite, quelle cattive.
Nel mio libro, come in quello precedente, non giustifico i loro reati, ma racconto la realtà carceraria da una prospettiva inedita: dalla loro, di chi vive dentro quelle piccole celle senza bidet, sono storie di donne, di madri, di persone che – consapevoli dei loro sbagli – cercano di ricominciare. Non possiamo ignorare questo spaccato di società, ne facciamo parte.”

Qual é il tuo obiettivo?

“Il mio obiettivo è raccontare storie di vita che possano far emergere la condizione reale – e non sommersa – dell’animo umano. Dare spazio alle persone per raccontarci quanto di silenzioso ancora permane. Con Tutte le cose che ho perso sono tornata a parlare di carcere perché è necessario farlo: il pregiudizio, lo stigma è ancora troppo radicato e si rischia un aumento di odio mediatico dannoso per le nuove generazioni.

Serve puntare sul recupero del detenuto, rieducarlo per evitare la recidiva, è necessario costruire soluzioni e percorsi individuali al fine di garantire loro una seconda possibilità. Molti di loro hanno commesso reati legati alla loro tossicodipendenza, ai loro disagi psichici, non possiamo certamente fare di tutta un’erba un fascio: in questi casi bisogna agire per recuperare il loro futuro.”

Katya Maugeri e il giornalismo sociale ultima modifica: 2023-09-11T15:12:58+02:00 da Alfio Emmanuele Guglielmino

Commenti

Subscribe
Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments
Promuovi la tua azienda in Italia e nel Mondo
To Top
0
Would love your thoughts, please comment.x