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La pietra lavica dell’Etna, un bene prezioso

Foto Etna

Una delle risorse più importanti del territorio Belpassese è la pietra lavica. Materiale prezioso che grazie alle eruzioni e alle colate laviche che hanno portato distruzione e paura, ma allo stesso tempo hanno lasciato un prezioso materiale dai mille usi.

Caratteristiche della pietra lavica

La formazione delle rocce laviche dell’Etna è principalmente basica anche se col passare dei millenni è diventata più acida, pur restando basica. All’interno delle rocce laviche si trovano i fenocristalli e quelli più comuni sono: i pirosseni (neri), i plagioclasi (bianchi) e le olivine (verdi), anche se quest’ultime più rare. La roccia tipica dell’Etna è il basalto e la materia di cui è fatta è particolarmente dura, resistente agli sbalzi termici, duttile e lavorabile; qualità che la rendono nettamente superiore rispetto ad altri materiali basaltici. I “Pirriaturi” erano coloro che estraevano lungo i costoni della montagna solo gli strati superficiali i quali erano facilmente lavorabili con i semplici arnesi quali la subbia, lo scalpello, la mazzola e il martello. Talvolta si faceva uso di qualche esplosivo in caso di necessità.  

Pietra Lavica-collage pietra lavica
Foto raffiguranti la pietra lavica e la scultura di Santa Lucia, in una foto di Michela Mio

Oggi grazie alle nuove tecnologie si fa uso per estrarre materiale dagli strati più profondi. Ma l’antico mestiere rimane sempre. Grazie agli artigiani la pietra lavica è stata sfruttata prevalentemente per costruire chiese, antichi palazzi, palmenti, case, strade e marciapiedi. La stessa veniva utilizzata anche come ornamento per gli archi dei vecchi portoni oppure per i balconi dei vecchi palazzi. Ma con il passare degli anni e con gli studi si è scoperto che è importantissima anche per la prevenzione antisismica.

Gli usi dell’oro nero dell’Etna a Belpasso

Il centro storico Belpassese, costruito all’incirca nel XVIII secolo, è caratterizzato dalle costruzioni in pietra lavica. Un esempio è la via Roma, strada principale di Belpasso, con il suo storico basolato. Vi sono inoltre i palazzi che si trovano lungo le vie principali, anche esse costruiti in pietra lavica, come ad esempio il palazzo Bufali. Questo può essere motivo di attrazione turistica per chi viene da fuori ad ammirare le bellezze che offre la città. Con il corso degli anni si è capito l’importanza del bene materiale indispensabile, qual è la pietra lavica considerata “l’oro nero dell’Etna“. Infatti l’amministrazione comunale negli ultimi anni ha cercato di portare avanti il simbolo della pietra lavica realizzando diversi simposi sul tema. Inoltre grazie alla lavorazione e alla manualità di diversi artisti, venuti da tutto il mondo, sono state realizzate diverse sculture, che si trovano lungo le vie del paese.

Pietra lavica-foto cratere sud-est
Veduta del cratere sud-est in una foto del 2018 di Tonino Pellegrino

Queste sculture fanno parte di un progetto chiamato “Belpasso, la città delle 100 sculture“. Esso vuole creare un vero e proprio museo a cielo aperto in modo da poter mostrare al mondo intero la bellezza che il territorio etneo ha da offrire.

La pietra lavica dell’Etna, un bene prezioso ultima modifica: 2021-06-04T09:00:00+02:00 da Alfio Emmanuele Guglielmino

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Chiara

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