Salviamo l'altarino "Cisterna Regina" - itBelpasso

itBelpasso

ARTE EDIFICI STORICI MEMORIA MONUMENTI NATURA PROMUOVI BELPASSO SITI RELIGIOSI STORIA

Salviamo l’altarino “Cisterna Regina”

Eleonora D'angiò - Altarino

L’altarino “Cisterna Regina” è la denominazione usuale che i belpassesi hanno attribuito a un luogo dalla grande valenza storico e ambientale che si trova nel quartiere Borrello, lungo la strada che da Belpasso conduce a Nicolosi. Scopriamone la storia.

La storia dell’altarino “Cisterna Regina”, il sito originario

L’ altarino “Cisterna Regina” o “Regina Coeli, è così chiamato in omaggio alla Regina Eleonora D’Angiò (Napoli, agosto 1289 – Nicolosi, 9 agosto 1341 o 1343), sovrana consorte di Federico III d’Aragona, re del Regno di Sicilia dal 1302 al 1337, figlia di Carlo II d’Angiò, re di Sicilia, e di Maria d’Ungheria, legata a Belpasso.

Altarino E Trazzera Regiain contrada cisterna Regina
L’altarino cisterna Regina o regina Coeli sorge lungo la regia trazzera nella contrada che accoglieva la villa della regina Eleonora D’Angiò; foto di M. R. Vitaliti

La denominazione “Regina Coeli” di quest’alatrino è un omaggio alla Madonna della Guardia, particolarmente cara agli abitanti del quartiere Borrello, poco distante da dove si trova questo luogo, conosciuto come Cisterna Regina Eleonora. Si tratta di un’area sita lungo Contrada la Guardia, nella vecchia Malpasso, vicina al monastero di San Nicolò l’Arena di Nicolosi, a cui la sovrana era molto legata, a tal punto che i monaci le riservarono una cella per la preghiera per la contemplazione. Qui Eleonora morì il 9 agosto 1345; la sovrana, secondo la tradizione e l’epigrafe funebre venne tumulata all’interno della Chiesa dell’Immacolata, meglio conosciuta come San Francesco, in via Crociferi a Catania.

La cisterna della Regina Eleonora

La Regina Eleonora, nel 1337, poco dopo la morte del marito, avvenuta a Paternò, volle edificare una villa con giardino e una cisterna nella vecchia Malpasso. Era una grandissima tenuta, formata da alcune case tutte al piano terra. Qui visse per sei anni. Aveva scelto di vivere lì perché anni prima, la zia Margherita d’Ungheria, principessa anche lei legata ai francescani, aveva avuto un’apparizione della Madonna, la quale la invitava a recarsi proprio in quel luogo.

La tenuta con la cisterna sorgeva in una zona pianeggiante con la presenza dalle acque del fiume Piscitello. Essa si trova a ridosso dell’antica Strada Regia Nazionale Siciliana, la cosiddetta “regia trazzera“, costruita nell’anno 1000.

La cosiddetta Contrada Cisterna Regina Eleonora D'Angiò dove si trova l'omonimo altarino
La cosiddetta Contrada Cisterna Regina Eleonora D’Angiò dove si trova l’omonimo altarino; foto di S. Portale

La cisterna si trovava all’aperto e aveva un diametro di circa 35 metri; presentava inoltre una pianta circolare. La sua profondità era intorno ai 56 metri, mentre col tempo si è ridotta alla profondità di non oltre 2,5 metri. La cisterna raccoglieva le acque piovane che dalle antiche trazzere e dalle pianure e serviva per dar abbeverare gli animali e per lavare i panni. Inoltre garantiva l’approvvigionamento idrico a tutti gli abitanti.

La villa fu distrutta dalle varie colate laviche, quella del 1910 la ricoprì completamente, lasciando intatto solo il sedile in pietra lavica di forma circolare, su cui la Regina era solita sedersi per godere della frescura della campagna assieme alle sue ancelle.

Il CAI, la scorsa estate, ha realizzato un sentiero, arricchendo il sito di indicazioni e cartelli. Tuttavia, il sito versa in condizioni di incuria, pieno di rifiuti ed erbacce.

L’altarino

Poco distante dalla cisterna, lungo la regia trazzera, attorno a una natura lussureggiante e a un paesaggio suggestivo, vicino alla Pineta Monti Rossi, si erge un’edicola votiva. Il sito però è utilizzato da anni come discarica, e ancora oggi presenta infatti rifiuti di varia natura. L’Archeoclub di Belpasso, con la sua presidente Maria Rosa Vitaliti, da oltre vent’anni, lotta per la messa in sicurezza, restauro, tutela, valorizzazione e fruizione del sito.

Le crepe che minano la struttura dell'altarino Cisterna Regina;
Le crepe che minano la struttura dell’altarino Cisterna Regina; foto di S. Portale

L’altarino risale al 1300. Si inserisce all’interno di un lungo muretto a secco di pietra lavica. L’edicola è sormontata da un piccolo tetto con delle tegole. Originariamente era interamente affrescato. Il corso del tempo, le intemperie, l’inciviltà hanno deturpato gli affreschi che vanno via via scomparendo.

Gli affreschi dell’altarino

Le poche tracce di affresco visibili ci dicono che al centro è ritratta la Madonna della Guardia, seduta in trono con sulle gambe il Bambino; sopra la Madonna si vede distintamente il simbolo dello Spirito Santo, ovvero la colomba.

A sinistra, ma ormai è tutto compromesso, dovrebbe esserci secondo alcuni storici la figura di San Biagio o per altri quella di San Domenico, fondatore dell’Ordine dei Frati predicatori detti anche Domenicani, di cui si intravede il pallio che sormonta la veste; a destra l’interpretazione più accreditata indica la figura femminile di Santa Lucia, anche se gli studiosi della Soprintendenza di Catania, più volte intervenuti per operare studi, hanno ravvisato la figura della Regina Eleonora che, abbandonate le vesti regali, era solita indossare le vesti di clarissa, reca nella mano destra il Gallo o Gallina, simbolo della lussuria, mentre nella mano sinistra regge il crocifisso, simbolo di penitenza.

L'altarino Cisterna Regina oggi è a rischio crollo
L’altarino Cisterna Regina oggi è a rischio crollo; nel tempo ha subito atti di vandalismo e anche un incendio; foto di M. R. Vitaliti

Le figure sono inserite dentro dei tondi di color ocra e rispondono ai dettami della devozione popolare. L’altarino è riuscito a sopravvivere alle varie colate ma presenta notevoli danni strutturali che da qui a breve potrebbero causarne il crollo. Tempo fa, addirittura aveva subito danni da incendio che lo hanno annerito.

Il progetto di consolidamento

Poco dopo è stato fatto un intervento strutturale alla buona, con la posa di malta per otturare le fessure, che hanno danneggiato ulteriormente l’edicola. Si attende prima l’intervento di consolidamento e successivamente l’intervento di ripristino degli affreschi da parte della Soprintendenza di Catania.

Maria Rosa Vitaliti ha presentato un nuovo progetto di consolidamento, elaborato assieme ad altri professionisti, che aspetta l’approvazione. Qui la presidente di Archeoclub Belpasso ha dato vita a tante manifestazioni come cortei storici, esposizioni artistiche, performance di balli ed esibizioni musicali che hanno fatto conoscere e vivere attivamente il sito ai belpassesi e ai turisti.

Il Comune di Belpasso vorrebbe comprare l’area per operare dei lavori e renderla fruibile.

Ci auguriamo presto che questo sito possa avere questi necessari eventi strutturali e possa essere vissuto e fruito da tutti per le storia che custodisce.

Salviamo l’altarino “Cisterna Regina” ultima modifica: 2022-09-26T23:26:32+02:00 da SABRINA PORTALE

Commenti

Subscribe
Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments
Promuovi la tua azienda in Italia e nel Mondo
To Top
0
Would love your thoughts, please comment.x